Il nostro progetto


Della Siberia il lettore medio non sa molto e spesso le sue associazioni non si spingono oltre l’immagine di un paese immenso, perennemente ghiacciato, spesso colpito da meteoriti, ricco di risorse naturali ma anche triste terra di deportazione e gulag. La Siberia e’ senz’altro tutto cio’ ma anche molto di piu’. E’ un territorio vastissimo, con caratteristiche fisiche uniche al mondo e in quanto tale ricolmo di segreti. Le vicende storico-politiche degli ultimi 100 anni, a partire dalla rivoluzione d’ottobre del 1917 a oggi, non hanno favorito la conoscenza di quest’area geografica e dei suoi tesori. Scopo del nostro lavoro e’ aprire pagine nuove e presentare ai lettori italiani alcune curiosita’ su questo territorio antichissimo, dove tutto, nel bene e nel male, pare assumere dimensioni massime, perdersi nelle distanze dello spazio e nella notte dei tempi.


Diverse sono le ipotesi che spiegano l’origine del nome Siberia, in russo Sibir’. Secondo alcuni il termine deriverebbe dal nome etnico di una popolazione locale “sibir o shibir”; altri studiosi ne ritrovano l’origine nel termine mongolo “siber” col significato di “bello, puro” o nel tartaro “sibir” cioe’ “terra dormiente”. Secondo altri il nome sarebbe una combinazione di due parole turche, "su" (acqua) e "birr" (terra selvaggia). Secondo altri ancora esso deriverebbe dal russo “sever” (nord). Le molte ipotesi si intrecciano, giocando con le assonanze e con il fatto che questo territorio pare comprendere tutte le possibili varianti di origine del nome: terra bella e pura, per i suoi paesaggi di leggiadria unica, terra nordica, per la posizione di una buona parte del suo territorio, terra dormiente, per il suo clima e la sua estensione che la rende silenziosa e la fa apparire addormentata, terra selvaggia per le sue vastita’. In Siberia i chilometri non si contano, si va di Siberia in Siberia, come cantava il famoso Vladimir Vysockij in una canzone triste, dedicata alle vittime dei lager.


La Siberia è una regione dell'Asia settentrionale incastonata tra la parte europea della Russia (monti Urali), il Kazakistan, la Cina e la Mongolia. Essa comprende le vaste steppe asiatiche, e’ bagnata a nord dall’oceano Artico e a est dall’Oceano Pacifico. Con i suoi 12 577 400 км². essa costituisce il 73,56 % del territorio della Russia ed anche senza la sua estremita’ piu’ orientale essa e’ maggiore del Canada, secondo stato piu’ grande del mondo dopo la Russia. La Siberia ospita il lago piu’ profondo e piu’ antico del mondo, il Bajkal, la più grande riserva di acqua dolce del pianeta che contiene all'incirca un quinto dell'acqua dolce esistente sulla terra. Essa accoglie anche la distesa piu’ grande della Terra, la pianura Siberiana Occidentale, 2,7 milioni di km.q. La catena montuosa più importante e suggestiva è l'altopiano dell'Altaj (che in turco significa “monti d'oro”), terra di sciamani, da dove scendono verso il Mar Glaciale Artico due tra i fiumi più lunghi del mondo: l'Ob’ e lo Enisej.


In questo territorio sterminato, caratterizzato, nella zona centrale, dalla tajga, foresta sempreverde, e nella zona nord-orientale da uno strato permanente di ghiaccio di 1500 metri di profondita’, la natura ha concentrato ricchissime risorse naturali: natura incontaminata, riserve naturali ancora oggi tra le più ricche di biodiversità, giacimenti minerari, petrolio e gas naturale.


La Siberia e’ geologicamente una terra arcaica e anche storicamente: le più antiche tracce di insediamenti umani risalgono a mezzo milione di anni fa. Si tratta dei numerosi resti del periodo neolitico ritrovati sulle rive dei laghi siberiani: innumerevoli tumuli (kurgan) e altri artefatti.


Dal 1000 a.C. essa venne abitata da Samoiedi e Turco-Tartari e percorsa da popoli nomadi. In seguito arrivarono gli ugro-samoiedi, si formarono stati indipendenti e infine fu invasa dai mongoli che la dominarono per due secoli. La definitiva caduta dell'impero mongolo e la sua divisione in piccoli "khanati" facilitarono ai Cosacchi, nel XVI secolo, l'invasione dei territori orientali. Fu il famoso Ermak, comandante in capo delle truppe russe cosacche, ad invadere il khanato di Sibir nel 1579. La sua campagna militare in Siberia segnò l'inizio dell'espansione russa in quelle regioni, che riusci’ facile e senza lotte. Alla Russia la Siberia si diede cosi’, semplicemente.


La catena montuosa degli Urali era allora una barriera geografica che il lungo e rigido inverno russo rendeva insuperabile ma gia’ dal XV secolo circolavano notizie sulle "terre d'oriente" e le sterminate pianure dell’est, piene di gemme preziose e pellami pregiati. Il tesoro principale che attrasse viaggiatori nella Siberia furono le pellicce di zibellini, volpi ed ermellini tanto che i popoli locali che si sottomisero alla Russia iniziarono a pagare una tassa chiamata jasak costituita appunto da pellicce. Venne organizzata una rete di strade dette jasačnaja, utilizzate per portare a Mosca le pellicce raccolte.


Nel XVIII Pietro il Grande e Caterina II diedero nuovo impulso alle esplorazioni e soprattutto allo sfruttamento dei ricchi giacimenti minerari. Dagli zar successivi, tuttavia, la Siberia venne anche utilizzata come luogo di esilio, deportazione e detenzione per i nemici politici. Qui furono organizzati i campi di lavoro, katorga, parte del sistema penale della Russia imperiale. Quale confino migliore di una terra sconfinata? Ai lavori forzati in Siberia Nicola I condanno’ gli intellettuali-rivoluzionari “decabristi” che nel dicembre del 1825 tentarono di ribellarsi all’assolutismo zarista e a instaurare un’economia liberale che prevedesse anche l’abolizione della servitu’ della gleba. E quando quest’ultima fu finalmente approvata (solo ne 1861!!) molti contadini ex-schiavi affrontarono le vastita’ della Siberia, alla ricerca di terre da abitare.


La costruzione della Transiberiana (1897-1916), con i suoi 9.289 km di strade ferrate che collegano Mosca a Vladivostok, favori’ una forte emigrazione di popolazione russa verso le terre d'oriente che poco piu’ tardi, in epoca sovietica, dagli anni ‘20 agli anni ‘90 del secolo scorso, sarebbero state destinate ad entrare nell’immaginario collettivo della popolazione come terribili luoghi di reclusione, campi di concentramento e lavori forzati.


Una rapida industrializzazione della Siberia avvenne negli anni della seconda Guerra mondiale, forzata dagli eventi: da Mosca e Leningrado vennero evacuate intere fabbriche del complesso industriale militare e trasferite in questi territori piu’ lontani, insieme a molti istituti scientifici.


Dopo la fine della seconda Guerra Mondiale, grazie allo sviluppo agricolo e alla vasta opera di industrializzazione promossi dal governo sovietico, l'importanza della Siberia accrebbe. Nel 1957 il Consiglio dei Ministri dell’URSS approvo’ la decisione di fondare in Siberia un centro scientifico. Nacque cosi’ la famosa Akademgorodok di Novosibirsk, polo che riunisce l’istituto di matematica, di meccanica teorica e applicata, di fisica nucleare, di fisica del calore, geologia e geofisica, medicina e biologia sperimentale ecc., ed e’ considerato ancora oggi uno dei centri piu’ all’avanguardia del paese. Molte innovazioni tecnologiche di ultima generazione, devices e know-how vengono progettati proprio nei laboratori di questo polo.


Nella zona delle montagne dell’Altaj, invece, molti sono i laboratori e le strutture farmaceutiche d’avanguardia che sfruttano le risorse biologiche del territorio, uniche nel loro genere, per produrre preparati naturali d’eccellenza. Proprio ad alcuni di essi, cosi’ come ad alcune interessanti pratiche naturali qui diffuse, verranno dedicati i nostri approfondimenti.


Il presente lavoro e’ parte integrante del progetto russiainedita.it, curato da Vera Giovanna Bani e dai suoi collaboratori.



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