Tipi di digiuno

Digiuno terapeutico umido

Non ci soffermeremo su questo tipo di digiuno, su cui si possono trovare in libreria e in rete moltissimi materiali. Della potenza del digiuno parlano i libri di: A. Ehret tra cui Rational Fasting For Physical, Mental & Spiritual Rejuvenation  (Digiuno razionale per il ringiovanimento fisico, mentale e spirituale); Paul Bragg – The miracle of fasting  (Il miracolo del digiuno); Herbert Shelton – Fasting Can Save Your Life (Il digiuno puo’ salvarvi la vita); Jurij Nikolaev – Golodanie radi zdorov’ja (Il digiuno per la salute) e molti altri autori.

In breve – differenze tra il digiuno umido e altri metodi di guarigione:

  • Il digiuno umido (che prevede l’assunzione di liquidi) puo’ aiutare in casi di gravi malattie croniche, quando le cure farmacologiche non aiutano piu’.
  • Non provoca complicazioni come succede spesso con i farmaci che, curando una patologia ne fanno insorgere un’altra. Al contrario, esercitando un effetto terapeutico generale, il digiuno riordina l’intero sistema dell’organismo umano.

 

Digiuno terapeutico secco

Cosa succede durante un digiuno senz’acqua? Da un punto di vista fisiologico l’organismo, durante un processo di digiuno assoluto, non presenta un deficit di liquidi perche’ per ogni chilogrammo di massa grassa in scissione (o glicogeno) viene rilasciato fino a 1 l di acqua endogena (metabolica) al giorno. Le perdite di liquidi corporei (nella traspirazione cutanea, polmonare e diuresi) in condizioni di temperatura normale non sono consistenti e vanno da 1,5 a 2 litri al giorno. Ne consegue che il deficit di acqua non puo’ superare lo 0,5-1 l al giorno, una quantita’ che rispetto a un ricambio metabolico basale ridotto e’ fisiologicamente ammissibile. Se l’assoluta mancanza di cibo e acqua non supera i 3-4 giorni, la disidratazione dell’organismo non oltrepassa il limite del basso grado. (durante un turno di lavoro in fonderia gli operai perdono fino a 5 litri di sudore, lo stesso accade quando si fanno bagni di vapore).
Digiuno secco vs. digiuno con acqua
Il digiuno secco ha un effetto terapeutico maggiore rispetto al digiuno con acqua, considerando che  giа’ al terzo giorno di pratica si instaura la condizione di acidosi (v. sotto), dopo di che comincia il processo di guarigione e il miglioramento dello stato di salute del paziente. Durante un digiuno con acqua questa crisi arriva solo dopo 7-16 giorni, a seconda della situazione individuale. Il digiuno secco protratto fino a 3-4 giorni non comporta una forte disidratazione (ricordiamo che l’ organismo produce fino a circa 1 litro di acqua endogena al giorno durante il processo di scissione dei grassi) ed e’ relativamente tollerato senza grande difficolta’.

Le tre fasi del digiuno

Il periodo di decongestionamento avviene nelle stesse tre fasi in cui si manifesta durante un digiuno ad acqua ma si riducono notevolmente i tempi di comparsa:

  • La prima fase, detta da “eccitazione da cibo” continua per diverse ore (ma e’ molto individuale)
  • La seconda fase, quella di “chetoacidosi crescente” dura da 1 a 3 giorni. Giа’ al terzo giorno di digiuno assoluto comincia
  • La terza fase, ovvero la “crisi da chetoacidosi”. Dopo questo picco, lo stato di salute del paziente comincia a migliorare in modo significativo (fase di compensazione della chetoacidosi).

Nonostante l’opinione diffusa secondo la quale il digiuno secco sarebbe soggettivamente meno tollerato di quello con acqua, si osserva piuttosto una dipendenza inversa. Il paziente non prova sensazione di sete (ad eccezione di secchezza in bocca), ne’ senso di fame. Per contro, i disturbi legati alla chetoacidosi spariscono piu’ velocemente.

Durante un digiuno secco il processo di decomposizione dei grassi depositati nell’organismo comincia prima ed e’ piu’ completo. Gia’ dopo 24 h nel sangue aumenta il contenuto di trigliceridi e di colesterolo. All’inizio del secondo giorno di digiuno assoluto la percentuale di grassi necessaria per l’approvigionamento energetico dell’organismo aumenta dal 15 al 31%. La riduzione del peso corporeo in eccesso e’ in quantita’ da 2 a 3 kg al giorno: il 40% della massa persa e’ di acqua, il 30-40% e’ a spese della decomposizione del tessuto adiposo, il 15-20% e’ dovuto alla perdita della massa, soprattutto il glicogeno del fegato e dei muscoli scheletrici (Chorošhilov, 1994).
Nel lavoro di Zakirov (1989) si dimostra la maggior efficacia terapeutica di  una pratica di digiuno secco di 3 giorni  rispetto a un digiuno ad acqua nel trattamento di pazienti con asma bronchiale. Si puo’ affermare che un digiuno secco di 3 giorni corrisponde a 7-9 giorni di digiuno senza limitazione di acqua.

Due tipi di digiuno secco 
Ci sono due tipi di digiuno secco. Uno, massimamente rigido e secco, basato sulla totale rinuncia all’acqua che non solo non puo’ essere bevuta ma nemmeno usata. Nessun contatto con l’acqua: non ci si lava, non si fanno bagni, non ci si lava le mani. I
l secondo tipo e’ piu’ mite e e se prevede il rifiuto di acqua per uso interno, ammette il contatto esterno con l’acqua in qualsiasi modo possibile e accessibile.

Primo tipo di digiuno a secco: rinuncia totale a ogni tipo di contatto con l’acqua, sia per uso interno che esterno.

Cercheremo ora di analizzare i processi che si verificano quando si praticano questi due diversi metodi di digiuno e di metterne in luce le differenze e le proprieta’. Cominciamo col dire che il digiuno secco costringe l’organismo ad affrontare condizioni piu’ dure rispetto al digiuno con acqua. In un digiuno secco i processi dell’organismo finalizzati alla sopravvivenza avvengono a un livello molto piu’ profondo. L’organismo deve non solo adattarsi ad un diverso consumo dell’ energia e delle riserve ma anche far fronte alla disidratazione. Non solo, ma praticando un digiuno secco elaboriamo la paura di vivere non solo senza cibo, ma anche senza acqua. Di conseguenza si arriva a penetrare molto piu’ in  profondita’ nel proprio mondo interiore, entrando in contatto con le paure piu’ latenti. Ne consegue che anche la trasformazione del mondo interiore avviene a livelli piu’ profondi. L’astinenza da cibo e acqua determina, gia’ dopo 18-20 ore, dei cambiamenti notevoli nella composizione del sangue e nello stato delle mucose. Le cellule sane del corpo cominciano a sottrarre a quelle piu’ deboli, malate o estranee non solo cibo ma anche acqua, col risultato che le cellule malate e maligne rinsecchiscono e decadono. In assenza di ambiente acqueo, inoltre,  i diversi virus, batteri e vermi smettono di riprodursi e se il digiuno si protrae per diversi giorni essi stessi lasciano l’organismo o muoiono. Questa e’ solo una minima parte dei processi che si svolgono dentro di noi. Grazie alla pratica del digiuno a secco viene distrutto il muco accumulatosi negli anni nel nostro corpo, e di conseguenza esso cessa di essere un nutriente per i vari microrganismi patologici. La vitalita’ di ogni singola cellula del corpo accresce molto rapidamente.

Digiuno secco assoluto (senza alcun contatto con l’acqua): effetto di rinnovamento e ringiovanimento

Quando si pratica il digiuno secco dentro di noi avvengono processi finalizzati ad un rinnovamento radicale del nostro organismo. E’ un ringiovanimento e un rinvigorimento che inizia da subito, non appena si termina il digiuno secco. Tutto il corpo e’ rinnovato e ringiovanito. Col digiuno secco si depurano in modo efficiente i vasi sanguigni, si rinnovano e si purificano le mucose dello stomaco e dell’intestino, la cavita’ orale. 
Per il digiuno secco e’ importante trovarsi in un particolare stato d’animo, sentirsi risoluti e determinati. Per la maggior parte della gente e’ psicologicamente piu’ difficile da sopportare tuttavia le molte persone che hanno deciso di praticarlo e l’hanno praticato ripetono con piacere quest’esperienza, preferendola al digiuno classico con acqua.

Il primo modo, come si scriveva, consiste nella rinuncia totale a ogni tipo di contatto con l’acqua, sia all’interno che all’esterno. L’organismo viene posto in condizioni critiche massimamente rigide e per la sua sopravvivenza e’ costretto ad attivare le sue riserve interne latenti. Il corpo comincia lentamente ad asciugarsi. Prima di tutto si seccano le nostre malattie, il muco, i virus, i tumori, i gonfiori. Si asciugano perche’ le cellule del corpo sottraggono loro acqua e nutrimento. Di conseguenza le cellule diventano forti e molto vive. Il consumo di acqua e di liquidi diminuisce. Cambia la respirazione. Ricevono nuova vita i polmoni. Se si prosegue cosi’ per tre giorni e piu’ la percezione si affina in modo incredibile. Si cominciano a sentire acutamente gli odori, a percepire le energie sottili, lo stato delle persone, e diventa difficile trovarsi in spazi energeticamente contaminati mentre per contro ci si sente bene in posti puliti. Si comincia a sognare di bacini e corsi d’acqua. A volte, nel sogno, si beve acqua e cosi’ ci si disseta.
La bocca e’ asciutta, si seccano le labbra, la gola, la pelle. Il grande vantaggio di questo tipo particolare di digiuno e’  il rinnovamento e il ringiovanimento della pelle e delle membrane mucose.

Informazione importante: durante un digiuno secco i clisteri sono controindicati. Anche se l’intestino non funziona bene, si riprendera’ rapidamente e si ripristinera’ al termine del digiuno. E’ consentito fare una piccola serie di clisteri prima del digiuno, soprattutto se ci si sente costipati e intossicati e se si ha tendenza al mal di testa.

 

Secondo tipo di digiuno secco: si’ al contatto esterno con l’acqua

Il secondo tipo di digiuno e’ basato sulla rinuncia a bere l’acqua ma ad assicurarsi un contatto esterno con l’acqua. In Russia un sostenitore di questo tipo di digiuno fu il famoso Porfirij Ivanov (v. sopra – il digiuno secco in Russia) che sollecitava a digiunare a secco per 40-42 ore ma al contempo a versarsi addosso acqua fredda e a nuotare in acque libere. Lui stesso praticava il digiuno per lunghi periodi. Molte persone, praticando il digiuno secco per alcuni giorni, passano le ore immerse in vasca da bagno, lavandosi spesso il viso e la testa. Il contatto esterno con l’acqua favorisce la tollerabilita’ del digiuno e in queste condizioni e’ piu’ facile prolungarlo. Ogni contatto con l’acqua deterge i pori, rinfresca e tonifica. E’ vero pero’ che dopo questi trattamenti la sensazione di sete e’ piu’ forte.

Digiuno secco con contatto esterno con l’acqua: la pelle assorbe l’acqua.
 
Gli effetti della depurazione interna, in questo secondo tipo di digiuno, sono praticamente gli stessi che si ottengono con il primo tipo, forse appena piu’ deboli. Pero’ sensibilmente minore e’ il processo di ringiovanimento della pelle. Se ci sciacquiamo la bocca e la gola, anche le mucose si depurano piu’ debolmente. Quando entriamo in contatto con l’acqua, la pelle assorbe l’acqua. Si attiva l’alimentazione della pelle e questo e’ il vantaggio di questo metodo. Si consiglia inoltre di entrare in contatto solo con acqua pura.

 

Digiuno combinato: secco + acqua per gli esperti

A questo proposito si puo’ nominare ancora un tipo di digiuno, quello combinato: secco + acqua. 
Un digiuno di uno o alcuni giorni a secco, uscita dal regime a secco e continuazione con digiuno a acqua. Digiunare a acqua dopo il digiuno a secco e’ facile ed e’ piacevole. Sottolineo il fatto che il digiuno ad acqua e’ successivo a quello a secco, e non il contrario. Questo tipo di digiuno  permette di nutrire le cellule con l’umiditа’, prolungando gli effetti della depurazione. Questo e’ un metodo particolare, da raccomandare solo alle persone che hanno un’esperienza pluriennale di digiuno e la piena padronanza del digiuno con l’acqua e a secco.

Il digiuno secco deve essere limitato nel tempo. Nel Guinness dei primati e’ stato fissato il record di digiuno secco: 18 giorni.

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