Chaga - fungo della betulla


Il chaga (pronuncia “ciaga”) e' il fungo medicinale piu' conosciuto in Siberia e largamente usato in tutta la Russia. Nella maggiorparte dei casi il fungo chaga (Inonotus obliquus) cresce sui tronchi delle betulle ma può formarsi anche su altri alberi vivi - ontani, sorbi, faggi, olmi, aceri.

Chaga di betulla

Va notato che  solo il fungo chaga che si forma sulla betulla possiede proprieta` terapeutiche e cio’, evidentemente, dipende dal fatto che esso riesce a estrarre e ad accumulare le sostanze attive presenti nella betulla e che si possono ricavare anche dalle gemme, dalle foglie, dalla corteccia, dalla linfa e dal catrame, parti dell’albero gia’ largamente usate nella medicina popolare e in fitoterapia. Per esempio:

-decotti e tisane a base di gemme di betulla sono impiegati come rimedio antiinfiammatorio in casi di patologie otorinolaringoiatriche e in stomatologia.

-preparati a base di foglie di betulle sono indicati in casi di processi infiammatori dei reni, della vescica e in casi di disfunzioni del bilancio idro-elettrolitico.

-l’acidico betulinico, contenuto nella corteccia di betulla, e’ un potente epatoprotettore ed e’ efficace nella prevenzione di malattie oncologiche.

-il catrame di betulla e’ indicato per la cura di malattie dermatologiche, avendo proprieta’ rigeneranti, cicatrizzanti, antisettiche. E’ utilizzato come componente attivo in shampoo, saponi e lozioni ed e’ particolarmente efficace nel trattamento della psoriasi.




Catrame di betulla, shampoo e saponi a base di catrame

Ci sono inoltre molti altri funghi che crescono sugli alberi di betulla o in prossimità di essi: poliporacee, leccini, ecc. Alcuni di essi sono commestibili e considerati un’autentica prelibatezza, pero’ non possiedono proprieta’ particolari e quindi non vengono impiegati a fini terapeutici. Oggigiorno solo il chaga (Inonotus obliquus) è noto e utilizzato per le sue proprieta’ benefiche.


E' in corso di preparazione il primo libro in italiano sul chaga, a cura di Vera Giovanna Bani (per informazioni sulla pubblicazione consultare il presente sito o russiainedita.it). Di seguito l'indice dei contenuti:

Il chaga, fungo della betulla (in preparazione)


1. Premessa
2. Il chaga nella medicina popolare
3. La betulla e I suoi prodotti
4. Il chaga, parassita utile della betulla:

La descrizione botanica del chaga

Le proprieta’ terapeutiche del chaga

La composizione chimica del chaga

L’effetto antitossico del chaga

Le proprieta’ radioprotettive del chaga

Il chaga, rimedio adattogeno

Le proprieta’ antiossidanti del chaga

L’attivita’ immunomodulante del chaga

Le proprieta’ antiinfiammatorie del chaga

Le proprieta’ gastroprotettive del "Befungin", farmaco oncologico a base di chaga

5. Il chaga come rimedio naturale contro il cancro. Storia della ricerca.
6. Le intuizioni del dottor Maslenikov.
7. Aleksandr Solženicyn e il dottor Maslenikov: frammenti tratti da “Reparto Cancro”
8. Gli studi scientifici degli anni ’50 e ‘60: “Il chaga e la sua applicazione terapeutica in casi di cancro” e “Lo studio complessivo delle sostanze fisiologicamente attive delle piante inferiori”. I primi farmaci oncologici a base di chaga: il “Bin” e il “Befungin”.
9. Gli studi e le ricerche degli ultimi decenni in Russia e all’estero.
10. Il chaga in commercio
11. Conclusioni
12. Bibliografia generale


Il chaga come rimedio naturale contro il cancro. Storia della ricerca.

(frammento tratto dal libro v. sopra )

I primi tentativi di studio dedicati agli effetti terapeutici del fungo chaga come rimedio immunostimolante e antitumorale risalgono al XIX secolo e vennero condotti negli ospedali delle capitali russe, Mosca e Pietroburgo, nel tentativo di dare una conferma scientifica alla fama del chaga. Questo fungo, infatti, era conosciuto e largamente usato da tempi immemorabili dal popolo russo, specialmente nelle vaste regioni boschive della Siberia, regno della betulla, l’albero ospite del chaga. Negli anni 1857-1858 il dottor F. I. Inozemcev provo’ questo rimedio naturale per la cura di alcuni malati di cancro della clinica del Primo Istituto Medico Universitario di Mosca. Lo specialista rilevo’ il miglioramento dello stato generale di salute dei pazienti ma non ottenne il risultato atteso, ovvero la riduzione del dolore caratteristico degli ultimi stadi della malattia.



Il dottor Fedor Inozemcev, Primo Istituto Medico Universitario di Mosca

Clamorosa, tuttavia, fu, di li’ a poco, nel 1862, la testimonianza del dottor A. Furcht di San Pietroburgo, che descrisse un caso clinico di guarigione di un tumore del labbro inferiore, peggiorato al punto da intaccare gia’ la ghiandola mandibolare. Il medico aveva somministrato il chaga al paziente per via orale, come decotto, e l’aveva applicato in forma di compresse tre volte al giorno per un periodo di alcuni mesi. La cura si concluse con la remissione completa della malattia e dell’ulcera tumorale. Con tutta probabilita’ l’esito positivo di questo caso eclatante di remissione completa, documentato dalle strutture medico-sanitarie ufficiali del tempo, fu motivo dell’ondata di interesse che si manifesto’ allora e che fu pero’ presto frenata dalla sentenza perentoria di un luminare del settore, il professor Dragendorf.


Nel 1864 l’autorevole professor Dragendorf dell’universita’ di Jur’ev (Tartu) fu infatti incaricato della compilazione del registro delle piante officinali esistenti nel mondo o estintesi nel tempo e, segnalando nella sua nota sul chaga l’assenza di glicosidi, alcaloidi e altre sostanze terapeutiche immunomodulanti, sentenzio’ la condanna del chaga come rimedio officinale. Probabilmente allora fu difficile contrastare la valutazione dell’esperto, tantopiu’ confortata da numerosi tentativi falliti di curare le patologie tumorali con decotti di chaga. Non e’ da escludere, peraltro, che tali fallimenti fossero dovuti ad un utilizzo improprio del prodotto e dei suoi derivati o addirittura pilotati per sostenere la valutazione di Dragendorf, evidentemente rappresentante ufficiale del “mainstream” dell’epoca, fermamente ostile ai segreti e ai successi della medicina popolare.


Un esempio di sperimentazione “pilotata” pare infatti essere, nel 1889, la ricerca condotta dal dottor I. I. Lapin della clinica ginecologica dell’accademia di medicina militare, che nell’illustrare il trattamento terapeutico a base di decotti e lavaggi di chaga, prescritto e applicato a sole due (!) donne affette da cancro a uno stadio avanzato e peraltro per periodi relativamente brevi, arrivava alla conclusione dell’inefficacia terapeutica del decotto di Inonotus obliquus in casi di processi tumorali.



Il professor Dragendorf, Universita’ di Jur’ev (Tartu)

A poco servirono i protocolli, con risultati antitetici, avanzati dai medici che oggi definiremmo ”indipendenti o alternativi”. Nel 1896 un dottore di Pjatigorsk, S.A. Smirnov, oso’ inviare alla rivista medica che aveva ospitato I materiali della ricerca di Lapin, un articolo che dissentiva dalle conclusioni di quest’ultimo e, al contrario, constatava l’efficacia del decotto di chaga nella cura di patologie oncologiche non operabili. Nel suo lavoro Smirnov rilevava inoltre il fatto che l’incertezza sui modi di preparazione del decotto di chaga e la varieta’ di ricette utilizzate da medici diversi rendeva precoci e relativamente attendibili i risultati e discutibile ogni tipo di valutazione definitiva, tanto contro quanto a favore delle proprieta’ terapeutiche del chaga.


Tentativi di riproporre l’attenzione sulle qualita’ del fungo, quindi, ci furono e provenivano non a caso da medici dei distretti provinciali, ovviamente in continuo contatto con gente che si nutriva e si curava con i prodotti naturali a portata di mano e le altre risorse del territorio. Ma a poco valsero, ragion per cui la valutazione contraria, emessa dalla medicina ufficiale della capitale, impero’ a lungo in Russia, riuscendo a eliminare dalla letteratura medica ufficiale ogni menzione al chaga e cio’ fino alla rivoluzione. Si dovra’ attendere circa 100 anni per una autentica “riabilitazione” del chaga. Un ruolo fondamentale in questo campo lo ebbe il dottor Maslennikov, destinato a diventare famoso anche oltre i confini del suo paese per una fortunata circostanza di cui parleremo in seguito.

inizio pagina

Menu